Descrizione

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Ciondolo in zinco con Aquila e alfabeto runico,  si presenta con un diametro di 3  cm, con cordino in fibra naturale, nichel free.

L’alfabeto runico portato come amuleto è protettivo contro le influenze negative, e guida la persona verso la strada che deve intraprendere senza interferenze.

L’aquila, capace di innalzarsi al di sopra delle nuvole e di fissare il sole, è universalmente considerata come un simbolo insieme celeste e solare e i due aspetti talvolta si possono confondere. L’aquila che fissa il sole è anche il simbolo della percezione diretta della luce dell’intelletto.

E’ Regina dei cieli, regina di tutti gli uccelli, e ciò completa il simbolismo che in generale è lo stesso degli angeli, degli stati spirituali superiori.

I re etruschi e romani avevano un’aquila sull’estremità dello scettro.
Nel secolo XII, l’aquila fa la sua comparsa nell’aralderia e diventa l’emblema del Sacro romano impero e dei ghibellini. L’aquila, compare in numerosi stemmi. Fra i primi quaranta connestabili di Francia, ventidue portavano un’aquila sullo scudo.

Saper leggere il volo delle aquile aveva valore interpretativo della volontà di Dio nella cultura romana e greca: l’aquila dorme sullo scettro di Zeus le cui volontà fa conoscere agli uomini.

Presso i Greci, l’aquila era consacrata a Zeus e ne portava i fulmini. Quando le colombe di Afrodite portarono l’ambrosia, bevanda dell’immortalità, a Zeus bambino, fu un’aquila che gli porse il nettare.

Il suo ruolo di regina del cielo è riconosciuta anche presso gli sciamani siberiani. Per loro, l’aquila è il padre degli sciamani, Dio manda agli uomini il dono sciamanico attraverso la discesa dell’aquila che ingravida una donna che darà alla luce il prossimo sciamano giunto per aiutarli.

Gli Indiani dell’America Settentrionale si cingono il capo con penne d’aquila per imitare i raggi del sole.
Secondo loro, l’aquila è il totem del fuoco: così come il corvo portò l’acqua sulla terra, l’aquila portò il fuoco.
Secondo gli Algonchini, lo spirito massimo è kitski manitu, al pari del sole, è il padre della vita e non è mai stato creato. Viene raffigurato con una grande aquila bianca con le ali spiegate; dimora nel cielo dove è padrone della luce e si manifesta attraverso il sole. Il suo soffio penetra ovunque sotto forma di vento.
Viene chiamato “uccello tuono” e, con le sue saette di fuoco ha distrutto tutte le cose nocive.
Il rombo delle sue ali è quello del tuono e i suoi occhi sprizzano lampi.
Guarigioni sciamaniche avvengono ad opera del bastone recante all’estremità la penna di un’aquila procurata dallo sciamano stesso.

Per gli Atzechi ha la stessa identificazione con il sole e con la luce, così come per il Giappone, dove il kami aveva un messaggero nell’aquila chiamata aquila del sole celeste. Nella loro religione aquila e giaguaro erano inscindibili e rappresentavano le energie di cielo e di terra: l’imperatore durante la cerimonia di incoronazione si appoggiava su una pelle di giaguaro sedendosi sotto piume d’aquila.

Nella Bibbia, l’aquila è presente fra i quattro animali della visione di Ezechiele, come anche diverse volte nell’Apocalisse di Giovanni. La tradizione biblica attribuisce agli angeli le forme di un’aquila. Tali immagini sono espressioni della trascendenza.
A partire da Sant’Ireneo, la tradizione attribuisce l’aquila come simbolo a San Giovanni, il cui Vangelo inizia con la conoscenza del Logos-Luce.

L’aquila compare nei Tarocchi negli arcani III, l’Imperatore, IV l’Imperatrice e XXI, il Mondo.
Secondo Mircea Eliade, l’aquila è un “simbolo della luce solare e del manifesto, in opposizione al serpente, simbolo delle tenebre ctonie e del non-manifesto”. Garuda, uccello solare in origine aquila, “brillante come il fuoco”, cavalcatura del dio Vishnu a sua volta divinità di natura solare, nemico del serpente (nagari). La dualità dell’aquila e del serpente da sempre rappresenta l’eterna contrapposizione di cielo e terra, la lotta dell’angelo contro il demone.
Garuda, il nome dell’aquila, in Cambogia è l’emblema dei sovrani di stirpe solare, mentre il Naga quello dei sovrani di razza lunare.
Ancor più di rilievo nei Veda il significato di Garuda come verbo alato, parola alata, simbolo del Verbo, caratteristiche naturalmente comuni all’aquila che si ritrova più tardi nell’iconografia cristiana.

Anche nella tradizione post islamica, l’aquila evoca il sublime e la maestà come attributi naturali di Dio.
In Iran era simbolo di potenza, nel mazdeismo religione preislamica, è la nozione di varana, potenza divina e luce di gloria, una sorta di connessione con lo Spirito.

Secondo la tradizione, l’aquila ha il potere di ringiovanire. Si espone al sole e quando le sue piume cominciano a bruciare si getta in un’acqua pura e ritrova così una nuova giovinezza: gesto che è paragonabile all’iniziazione e all’alchimia, che prevedono il passaggio attraverso acqua e fuoco.

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