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Luna della Quercia o Luna della Neve

 

La Luna di Dicembre è chiamata Luna della Quercia o Luna della Neve

Come la Quercia, viviamo simultaneamente in due mondi, quello fisico e materiale e quello spirituale, così come le radici che si insediano nelle profondità del terreno e i rami che si spingono a toccare il cielo, come sopra così è sotto.
In questa fase dell’anno dove madre Terra ha lasciato cadere tutti i suoi ornamenti, anche la nostra attenzione si rivolge verso l’essenza delle cose, verso la spiritualità. Il tempo del buio sta per terminare e anche noi possiamo prepararci ad una rinascita, come il Dio Sole che è nato al solstizio di inverno, anche noi iniziamo un nuovo ciclo di rinnovamento. Contattiamo la nostra luce interiore, la scintilla della nuova luce messaggio di speranza e di rinnovata fiducia nelle nostre capacità, nel sonno invernale della natura si nasconde il seme dei progetti futuri. La quercia ha sempre rappresentato l’aspetto maschile della Divinità e il flusso naturale tra il mondo fisico e spirituale. Nel mondo fisico, il tronco e i rami crescono e si allungano verso il cielo, mentre le radici affondano nelle regioni occulte del mondo sotterraneo. Il riferimento poi al Re dell’Agrifoglio, figura della divinità maschile nella sua età anziana che simboleggia gli ultimi mesi dell’anno e la sua fine in contrasto con il giovane Re della Quercia che si insedia nel giorno del solstizio d’inverno, portando con sé il ritorno della luce rappresentato dal nuovo Sole in un ciclo mai interrotto di rinnovamento. Per non parlare poi del vischio che, nonostante l’inattività della natura, spunta tra i rami della quercia con bacche bianche che simboleggiano il seme vitale del Signore delle Foreste. Il vischio è lì a ricordarci che la vita non fa che rinnovarsi, che è sempre produttiva e costante. Mentre la luna della Quercia si fa piena nel cielo di dicembre, è giusto ricordare che siamo parte integrante delle opere del Cosmo,  come anche del mondo nel quale ci risvegliamo ogni giorno e dei cicli che, anche se inconsciamente, governano le nostre maree proprio come fa la luna con il mare. Questo esbat deve essere celebrato con il pensiero del ritorno del Figlio Divino e della Nuova Luce, decorando se stessi e la casa con ramoscelli di vischio e regalando candele per ricordare anche alle altre persone che con i loro percorsi individuali di luce sono singole fiamme del Nuovo Sole così da donare nuova energia ai progetti nascenti o che necessitano di nuova linfa.

Per celebrare questo esbat è opportuno vestirsi con abiti bianchi e gialli per dare il benvenuto del Sole, l’altare andrebbe decorato con agrifoglio, vischio e simboli legati al sole, le candele da usare su di esso saranno bianche, il colore della Madre ;  il perimetro del cerchio andrebbe segnato con candele gialle e/o semi di girasole, nel caso si usassero anche i semi , alla fine del rituale andranno raccolte e in parte conservate fino alla primavera e poi piantati, il resto va regalato agli uccelli e alle creature del piccolo popolo spargendole in qualche giardino o spazio aperto purchè siano nella natura.

**possiate essere benedetti sempre**
La soffitta delle streghe
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C'è polvere ed è sporca, ma nella soffitta trovi ricordi e melodie di un tempo perduto. Entrate e rimanete, entrate e saggiate il mistero del tempo, antico come le rime di un incantesimo, antico come il sapore di cannella. Siamo figlie della Dea Antica, ne pratichiamo il culto, e diffondiamo il suo verbo. )O( Siate Benedetti.

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