esbat e danza, L'arte della Strega, News

**Luna Celtiche** La Sacra Scrofa della Dea Madre e la nascita della città di Milano.

Qualche tempo fa ho letto un interessante articolo che descriveva il modo con cui i Celti scelsero il luogo in cui costruire l’attuale città di Milano.
La cosa singolare è che fu un progenitore del maiale (o meglio, una progenitrice) ad indicare il punto esatto!

Da molti il cinghiale (Sus scrofa, Linneo 1758) è riconosciuto come il progenitore del maiale domestico e che dal maiale nasce il nostro pregiato Salame. Fin qui nulla da eccepire.
Il termine cinghiale viene fatto derivare dal latino singularis (“solitario”) incrociato con cinghia, per il collare di setole di colore diverso.
Incarna la forza, la potenza selvaggia e l’energia vitale. A volte associato alla guerra e al combattimento, è espressione del suo vigore, in genere è utilizzato per vincere esseri o desideri malefici.

Fra i Celti era un “importante animale sacro”, simbolo di combattività e forza, la sua carne veniva messa nelle tombe dei morti come viatico per dar loro forza nel viaggio verso l’aldilà.

Il simbolismo del cinghiale, spesso si mescola a quello del maiale, ricordiamo che la Dea Madre, si presentava spesso sotto forma di una Scrofa Bianca, e che forse era la personificazione dell’antico culto femminile. Con la sovrapposizione indoeuropea la figura del Cinghiale Bianco ha preso il posto della Scrofa bianca, simbolo della Dea.
La scrofa è legata al ciclo lunare, alla Dea e alla femminilità, mentre il cinghiale è connesso con il ciclo solare e gli dei. I Celti, in realtà, hanno saputo armonizzare nella loro tradizione il “regno della luna-scrofa” preindoeuropeo con il “regno del sole-cinghiale” indoeuropeo, equilibrando le energie maschili e femminili in un sottile gioco di forza.
Potremmo dire che il cinghiale rappresenta insieme al maiale e alla scrofa determinate energie del territorio. Il potere della Terra si manifesta in principio come energia vitale che permette a tutto ciò che esiste di nascere.
Passando ad un livello superiore la scrofa, associata a Cerridwen, diventa l’iniziatrice dei poeti e dei veggenti, colei che dona insegnamenti sciamanici, la nutrice dei sapienti grazie alla saggezza della terra. La scrofa possiede la saggezza e la conoscenza perché si nutre dei frutti che cadono dall’Albero di Mugna, una grande quercia che produce magicamente mele, nocciole e ghiande nello stesso tempo. È un animale associato alla terra come entità spirituale e fisica, che si preoccupa di fornire il nutrimento a tutti i livelli.

Ma pochi sanno che uno dei simboli più antichi di Milano risale addirittura alla tribù celtica dei Galli che nel 623 a.C. attraversò le Alpi con l’intenzione di conquistare l’Italia settentrionale. Una volta raggiunta la Pianura Padana, i Galli si fermarono, e il loro capitano Belloveso decise che lì avrebbe fondato una città. Ma come scegliere il punto migliore per costruirla?

Qui, a dir la verità, il paesaggio non era molto attraente: paludi ed acquitrini dominavano ovunque. Fu consultato l’oracolo e la risposta fu “che una scrofa ricoperta di lana segni il principio e il nome della città”.
Era maggio, così narra la leggenda, e gli uomini attraversarono campi e corsi d’acqua, con alla loro testa Belloveso, il coraggioso capitano che li aveva guidati fin lì e che ancora una volta li avrebbe portati al successo, alla ricerca di uno spazio che avrebbe potuto ospitare la loro tribù e di un segno propizio in tal senso dagli dei. A un certo punto della marcia, in una foresta, il cavallo di Belloveso si bloccò di colpo perché di fronte a lui si era posta una femmina di cinghiale, animale sacro per i Celti.
L’animale pascolava tranquillamente davanti a lui. Aveva il corpo per metà ricoperto di lana: era la leggendaria scrofa semilanuta. Questo apparve a Belloveso come un buon segno.

Inoltre il capo celtico venne a sapere che la regione era abitata da una popolazione chiamata Insubri, lo stesso nome di una delle tribù che lo seguivano. In questo vide un altro buon auspicio e decise di fermarsi e di occupare la zona.
L’estenuante ricerca era terminata: lì venne fondata Milano e la scrofa con il pelo ne divenne il simbolo. La sua effige fu inserita nel gonfalone comunale e rimase come emblema della città finché fu sostituito dal biscione visconteo. Lo stesso nome Milano per alcuni autori latini era collegato a questo animale: secondo le loro interpretazioni il nome fa riferimento alla scrofa lanuta a metà, medio-lanum.
Ancora oggi è possibile ammirare un bassorilievo che ritrae l’animale, ritrovato nel 1233 durante gli scavi per la costruzione dell’arengario, sul secondo arco del Palazzo della Ragione in via Mercanti.

BIBLIOGRAFIA

Tratto da Milano Giorno & Notte
aprile/giugno 2006 n.2 anno III
pag. 52-53-54

La Soffitta delle Streghe

About La Soffitta delle Streghe

C'è polvere ed è sporca, ma nella soffitta trovi ricordi e melodie di un tempo perduto. Entrate e rimanete, entrate e saggiate il mistero del tempo, antico come le rime di un incantesimo, antico come il sapore di cannella. Siamo figlie della Dea Antica, ne pratichiamo il culto, e diffondiamo il suo verbo. )O( Siate Benedetti.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *