Leggende, News

La Testa di Jack-o’-Lantern.

Le zucche vengono svuotate, scolpite con sembianze “stregonesche” e illuminate all’interno con candele.

L’usanza di intagliare delle zucche per la festa di Halloween nacque in Irlanda dalla leggenda di Jack- o’- lantern risalente a centinaia di anni fa.

Si racconta che Jack, un miserabile vecchio ubriacone, si divertisse a giocare scherzi a chiunque: alla famiglia, agli amici, a sua madre e perfino al diavolo.

Un giorno, mentre il diavolo si stava arrampicando su un albero di mele, Jack lo intrappolò circondando il tronco di croci. Il diavolo era bloccato sull’albero e jack gli strappò la promessa di non prendersi la sua anima quando sarebbe morto.

Solo allora tolse le croci e lasciò andare il diavolo.

Qualche anno dopo, il giorno della sua morte, Jack salì al cielo, ma San Pietro gli disse che aveva avuto una vita troppo crudele e miserabile per entrare in paradiso.
Allora si recò all’inferno dal diavolo, il quale però mantenne la promessa e non gli permise di entrare all’inferno.

Jack era impaurito, non sapeva dove andare, era destinato a vagare per sempre nelle tenebre tra l’Inferno e il Paradiso.

Il diavolo allora prese un tizzone e glielo diede per aiutarlo a illuminare il cammino.

Jack posizionò il tizzone in una rapa, uno dei suo cibi preferiti che portava sempre con sé, dopo averla scavata.
Da quel momento in poi Jack si aggirò sulla terra senza un posto dove andare, illuminando la via come poteva con la sua Jack- o’- lantern.

Nel 1800 quando ci fu una forte emigrazione irlandese in America, scoprirono che le zucche erano più grandi e più facili da scavare; quindi sostituirono le rape con le zucche.
Lo scopo delle lanterne era quello di tenere lontano gli spiriti maligni e l’anima di Jack.

Naturalmente non sappiamo da dove sia stata tratta la storia, leggenda, fantasia o forse anche verità.
C’è qualcosa che ci porta alla magia di questa notte, alle luci che brillano e al seme che ancora una volta esplode per rinascere di nuovo.

La Soffitta delle Streghe

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C'è polvere ed è sporca, ma nella soffitta trovi ricordi e melodie di un tempo perduto. Entrate e rimanete, entrate e saggiate il mistero del tempo, antico come le rime di un incantesimo, antico come il sapore di cannella. Siamo figlie della Dea Antica, ne pratichiamo il culto, e diffondiamo il suo verbo. )O( Siate Benedetti.

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