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La Rapa Vuota e la Zucca Americana.

Il simbolo ormai più commercializzato durante il periodo di Samhain/Halloween, è la zucca, facente parte del genere Cucurbita della famiglia delle Cucurbitacee. Ve ne sono di diverse specie provenienti da diverse zone del mondo, con colori e forme di tutti i tipi. Spesso, sono state usate per creare oggetti decorativi, utensili, scatole ecc. Fin dall’antichità, la zucca svuotata è stata usata come contenitore; addirittura, gli Aztechi le usavano per berci la loro amata bevanda al cacao. Servivano per trasportare sale e acqua, ma anche come galleggianti per insegnare alle persone a nuotare.

Ma quali sono i significati legati a questo frutto della terra?
Alfredo Cattabiani, nel paragrafo intitolato “La zucca di Atena” comincia col ricordarci la famosa zucca di Cenerentola di Charles Perrault che, per magia, grazie alla fata buona, si trasforma in un’eccellente carrozza.
Questa fiaba, che come ci dice il nostro, è anche un’allegoria di una rinascita dagli inferi al cielo, riflette il simbolismo della zucca che, grazie ai suoi tanti semi, fin dall’antichità venne considerata sia in Occidente che in Oriente il simbolo della resurrezione dei morti.

Ed in effetti, è proprio da qui che nasce la tradizione della notte di Samhain-Halloween di svuotare le zucche, intagliarle con volti terrificanti ( pensiamo al personaggio di Jack – O’- Lantern, n.d.Xenia ), ed illuminarle grazie ai lumini posti al loro interno. Queste lanterne vanno poste sui davanzali o negli angoli delle vie per rappresentare il ritorno dei defunti nella notte del Capodanno celtico, in cui vi è un rimescolamento tra mondo dei vivi e mondo dell’aldilà, da cui rinascerà l’anno nuovo, un nuovo corso.

Da un articolo di Andrea Romanazzi, leggo che la tradizione di intagliare le zucche con figure spaventose per allontanare gli spiriti maligni sarebbe nata verso il ‘700, anche sei in origine non si trattava proprio di zucche ma di rape. Sembra, però, che nel 1845, causa una grande carestia in Irlanda, molta gente, dovendo immigrare in America, si portò con sé questa usanza.

Ma in America le rape non si trovavano facilmente ed allora si pensò bene di sostituire le rape con le zucche che, comunque, sin dall’antichità avevano avuto questo forte legame con il concetto di morte e resurrezione, come vedremo, già legato al culto della Dea e ritrovato nel Cristianesimo.
A proposito, comunque, del rapporto tra l’immagine della zucca e gli spiriti, volevo far notare una cosa: James Frazer, ne Il ramo d’oro,cita una pratica che, a suo dire, avrebbero usato gli stregoni delle Hawaii.
Questi sarebbero stati in grado di catturare le anime delle persone vive chiudendole dentro a delle zucche,per poi darle da mangiare alle persone per sbarazzarsene. Inoltre,questi stregoni, strizzando con le mani le anime catturate, sarebbero stati anche in grado di ottenere da esse delle informazioni.

Cattabiani ci dice anche che Ateneo riferisce di un culto particolare nella città greca di Sicione, in cui si adorava una Dea chiamata Kolokasìa Athenai. Siccome Atena è un altro nome della luna, è evidente che la zucca sia sempre stata consacrata alla Dea Madre e simboleggi abbondanza e fecondità prosperità e buona salute. Inoltre, ci dice Romanazzi, l’uso della zucca anche come medicamento per i problemi femminili è rintracciabile in un testo chiamato Corpus Hippocraticum del 400-300 a.C. in cui si dice di svuotare una zucca, metterci dentro del carbone gettandovi sopra della mirra triturata per poi far sedere la donna su questa zucca e far prendere i vapori ai genitali. Quindi, sempre un mezzo per ottenere la fertilità. Ma non finisce qui. L’autore ci spiega anche che la zucca,presso i romani, sarebbe stata collegata a Priapo, la divinità di origine greca itifallica, simbolo della sua natura fertile. Come ci dice il nostro, nei Carme Priapei egli veniva invocato come il custode delle zucche ed in diversi autori latini la zucca viene collegata al ventre della donna…Per cui, la zucca avrebbe avuto un doppio significato: quello del ventre fertile della Dea Madre, ma anche quella del fallo maschile. In tutti e due i modi, diviene comunque simbolo della fertilità.

Fonti bibliografiche
Alfredo Cattabiani, Florario. Miti, leggende e
simboli di fiori e piante. Ed. Arnoldo
Mondadori ( TN, 1997 )
Robert Graves, La Dea bianca, Ed. Adelphi (
Azzate, 1998 )
Scott Cunningham, Enciclopedia delle Piante
Magiche, ed. Mursia ( Milano, 2004 ? )
James Gorge Frazer, Il ramo d’oro, studio
sulla magia e la religione. Ed. Newton (
Milano, 1999 )

**Benedizioni a tutti voi**
La soffitta delle streghe
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C'è polvere ed è sporca, ma nella soffitta trovi ricordi e melodie di un tempo perduto. Entrate e rimanete, entrate e saggiate il mistero del tempo, antico come le rime di un incantesimo, antico come il sapore di cannella. Siamo figlie della Dea Antica, ne pratichiamo il culto, e diffondiamo il suo verbo. )O( Siate Benedetti.

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