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Imbolc & Candelora: Realtà Pagana e Realtà Cristiana

Ricorrenza antichissima alle idi di Febbraio, venne cristianizzata e tramutata nella festa della Madonna denominata “Presentazione del Signore al Tempio”: in Francia veniva chiamata La Canelière, in Bretagna Candlemas, in Germania Lichtmesse e in Italia Candelora. Durante la festa si portavano candele e torce accese in solenne processione, alle quali a partire dall’XI secolo si aggiunse la benedizione delle candele per gli altari.
In Scozia , alla vigilia di questa ricorrenza, si depositava un cumulo di grano e di fieno vicino alla porta, e una donna ripeteva per tre volte “ Brigit , Brigit vieni, il tuo letto è pronto“, poi per tutta la notte venivano lasciate accese delle candele.La Grande Dea era colei che purificava il fuoco, scioglieva il freddo e il gelo e dava vita e speranza nel suo passaggio. Imbolc stava a significare “nel grembo”. Nel grembo caldo della dea Brigit, che rappresenta la Terra inesplorata, arida e senza acqua, li noi torniamo, come origine del tempo, nel nostro disegno, per rinascere, per rifiorire, e per continuare ad essere illuminati da questa meravigliosa Luce.

La sua Fiamma è la Fiamma del Divino che eternamente ci spinge a Risorgere dalle ceneri di quello che siamo stati.
La festa della Candelora era celebrata nella Chiesa romana il 2 di febbraio in ricordo della presentazione di Gesù al tempio e della purificazione rituale di Maria (per gli ebrei, dopo il parto di un maschio, la madre era considerata impura per un periodo di 40 giorni): avendo la Chiesa romana stabilito la Nascita di Gesù al 25 dicembre, la festa finì per coincidere con il mese dedicato nella Roma pagana a Iunio Februata (Giunone purificata). Un’altra usanza, legata anche a rituali di fertilità erano i Lupercali: i Luperci, sacerdoti di Fauno, correvano per le strade vestiti solo con una pelle di capra e con una frusta (anche essa fabbricata con strisce di pelle di capra) con la quale battevano le giovani spose per propiziarne la fertilità (e quindi la capacità di partorire).

Per la purificazione della città le donne giravano per le strade con ceri e fiaccole accese.
“La mattina si fa la benedizione delle candele, che si distribuiscono ai fedeli, la qual funzione fu istituita dalla Chiesa per togliere un antico costume dei gentili, che in questo giorno in onore della falsa dea Februa con fiaccole accese andavano scorrendo per le citta’, mutando quella superstizione in religione e pietà cristiana”.
La Purificazione di Imbolc veniva legata ad un concetto di purificazione della terra che doveva poi essere seminata. Le donne, sopratutto quelle con le mestruazioni rilasciavano il sangue nelle fenditure della Terra coprendolo con del latte. I due liquidi, fluidi primordiali di vita e di rinascita, impastati nella terra donavano vigore e forza spirituale, erano benedetti dalla Grande Dea Madre, che avrebbe reso il raccolto fertile come il suo grande Grembo.

Da “Lunario Toscano” 1805
Il legame della festa con le candele, la purificazione e l’infanzia, sopravvisse nell’usanza medievale di condurre le donne in chiesa dopo il parto a portare candele accese.

L’idea di una purificazione rituale in questo periodo è rimasta forte nel folklore europeo. Ad esempio le decorazioni vegetali natalizie vengono messe da parte e bruciate alla Candelora per evitare che i folletti che in esse si sono nascosti infestino le case.
Il concetto di purificazione è presupposto di una nuova vita: si eliminano le impurità del passato per far posto alle cose nuove. Alcune usanze ancora vive dentro le memorie delle streghe moderne, sono quelle di festeggiare Imbolc accendendo candele all’interno di una bacinella d’Acqua.

Il significato è quello della luce della nuova vita che emerge dalle acque del grembo materno, le acque lustrali di Imbolc che lavano via le scorie invernali. La Luce che è nata a Yule, il sole Bambino, adesso può illuminare tutta la terra con il suo calore. La Natura si risveglia e si risveglia anche il nostro istinto, la nostra essenza e la nostra spiritualità.

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C'è polvere ed è sporca, ma nella soffitta trovi ricordi e melodie di un tempo perduto. Entrate e rimanete, entrate e saggiate il mistero del tempo, antico come le rime di un incantesimo, antico come il sapore di cannella. Siamo figlie della Dea Antica, ne pratichiamo il culto, e diffondiamo il suo verbo. )O( Siate Benedetti.

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