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Frau Holle/ Holda: La Dea dell’Inverno.

Metà bianca, metà nera: La Dea del Fato Il fato, il Wyrd, giostra le nostre vite, la nostra morte, la nostra gioia ed i nostri dolori. Il Wyrd può toglierci tutto quello che abbiamo sempre desiderato, può darci dolore e miseria. Come può donarci gioia, felicità e salute. Il Fato è allo stesso tempo crudele e caritatevole, così come Lei è allo stesso tempo Madre e Morte. Questa è un’importante caratteristica del Wyrd, è amorale, non giudica secondo il “giusto” od il “sbagliato” ma bensì secondo le due forze bipolari di creazione e distruzione. Questo è mostrato nella favola di Frau Holle, dove due ragazze donano rispettivamente oro e catrame. Nel folklore, Frau Holle è strettamente connessa con la filatura e alcune volte il Fato. Una volta, il Fato era strettamente associato con la filatura, oltre a vederlo nelle Norne, le Parche sono un’altro chiaro esempio. Pare fosse così anche nella cultura slava. Ma l’associazione di Holle con la filatura è decisamente molto chiara. Si narra che le dodici notti dopo la metà dell’Inverno (21 dicembre), Holle conosciuta anche come Perchta, regni su Midgard. A chiunque è impedita la tessitura e la filatura in quel periodo perchè la dea in quando Dea della Filatura, porterà cattiva sorte a chi filerà, infatti in quei giorni è usanza ringraziarla per l’operato svolto di recente. Duntante le Notti della Madre (le dodici notti), l’ordine naturale delle cose è inverso, tradizionalmente Wodan, inizia la Caccia Selvaggia, ma alcune tradizioni dicono sia Holle ad iniziarla. Attualmente le dodici notti dopo Yule sono quelle più favorevoli per la pratica della stregoneria. Poichè le energie dagli altri Mondi arrivano in questo molto più facilmente. Attraverso le fiabe e i racconti popolari, possiamo vedere come la sua immagine sia estremamente legata al Fato e al concetto di “metà bianca e metà nera”. Ella possiede le nostre vite fra le mani e lei che ne determina il corso, può donarci gioie o dolori, permetterci la vita e un’altra ancora o condannarci con la morte. Metà bianca, metà nera: Dea dell’Oltretomba Seocond l’Edda in prosa, la dea Hel ha un volto diviso in due, metà blu scuro e l’altra di un colore chiaro. Questo è riconoducibile all’imagine che si ha di Frau Holle. Possiamo ritrovare il suo legame con l’oltre tomba dall’etimologia del suo nome. La dea proto-indo europea Koylo, il suo nome significa “la cosa che serve per coprire”, riferito a alla copertura dei morti con la terra, specialmente si riferisce ai tumuli. La radice della parola “Kol” significa piccola valle, dale parole collina (hill), buco (hole), piccola valle (hollow), devia Hell e la dea Hel. Anche il nome di Holda deriva da “Kol”, Holle/Holda ha lo stesso significato che possiede la parola (e la dea) Hel, poiché derivano dalla stessa radice. Holle è spesso chiamata anche Signora delle Colline, appellattivo utilizzato spesso in Germania e Olanda. Metà bianca, metà nera: Dea della Terra Holle, non è solo la dea del Fato e dei morti. E’ anche la dea della fertilità, della nascita (e rinascita), della primavera, dei bambini e delle stagioni. E’ anche la dea della fertilità sessuale, pregata dalla gente per ottenere una vita fertile e un buon raccolto. Si usa mettere un coperto vuoto a tavola dedicato a lei in simbolo di offerta. Ma cosa si intende per dea della terra? In alcune favole vine descritta come Signora della Terra, intesa come un grembo donatore di vita e prosperità. Da ciò si può intendere Holda come una dea legata alla Terra ed a tutto ciò che concerne essa. Frau Holle, è comunemente associata ai bambini ed alla nascita. In Germania vi sono alcune fonti a lei sacre, e pare rendano fertili le donne che vi ci fanno il bagno. In una storia, alcuni giovani vengono mandati alla fonte della valle di Balkauser, dalla vergine, che assume molti aspetti riconducibili a Holle. Non è solo la dea che porta fertilità in senso di nascite favorevoli, è anche la Signora del Matrimonio, ciò è riconducibile alla dea Frigg. Nel suo aspetto sensuale invece, è più prossima a Freya. Alby Stone, la paragona ad Hel, certo, ma anche alle Norne. E ci fa notare come Freya ed Hel abbiano alcuni tratti in comune: Sia Freya, che Hel, sono ricoducibili ai morti, la dea dei Vani vanta della metà dei guerrieri morti in battaglia e anche lei come Hel, ha il suo reame (più precisamente una sala) dove i suoi guerrieri hanno dimora, Folkvrangar. Così come Freya è legata all’amore ed alla fertilità. In alcune storie del Medioevo Holla appare anche sotto il nome di Freke o Vreke, nome più continentale di Freya. Frau Holle è anche legata ad Hertha, dea della pace e della fertilità, conosciuta nell’Edda come Hlodyn. Più comunemente chiamata Jord, rappresentazione della terra primitiva, non popolata e non coltivata, viene descritta come moglie di Odino, madre di Thor, da questo si potrebbe spiegare una fusione/comunione con la dea Frigg. Maria Gimbustas, stostiene che sia una dea pre-germanica, che risale addirittura ad una cultura indoeuropea. Holle può vantarsi di definirsi “dea della streghe” in quanto il suo aspetto metà bianco e metà nero, le ha attribuito una fama negativa durante il medioevo, da questo accumunato poi con le “streghe”. Reincarnado così, l’archetipo primo della strega. E’ una dea che può apparire sotto molti aspetti, può essere la bella fanciulla che si bagna nel lago o la terribile vecchia che nasconde fra i suoi stracci talismani, sacchetti e ninnoli di ogni sorta. La runa legata a questa dea è Hagalaz, proprio come Freya è matrona delle volvas e delle haegetessan.

Fonti: Eric de Vries – Hedgerider Freya Aswynn –
Northen Mysteries and Magick AA.VV –
Dizionario della Mitologia AA.VV –
Dizionario dei Simboli
tratto da : http://norsewitch.wordpress.com/2012/09/13/frau-holle-holda-la-dea-meta-bianca-meta-nera/

About La Soffitta delle Streghe

C'è polvere ed è sporca, ma nella soffitta trovi ricordi e melodie di un tempo perduto. Entrate e rimanete, entrate e saggiate il mistero del tempo, antico come le rime di un incantesimo, antico come il sapore di cannella. Siamo figlie della Dea Antica, ne pratichiamo il culto, e diffondiamo il suo verbo. )O( Siate Benedetti.

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