Feste della ruota dell'anno, News

Feste Pagane dell’8 Dicembre nel mondo Antico.

E’ difficile ai giorni nostri notare le immagini e le simbologie che si celano dietro alle ricorrenze che ci vengono proposte dalla fede e dalla cultura dominante che freme tutto attorno a noi ma, soffermandoci un pochino ad analizzare la storia che ci precede potremmo sorprenderci ad inciampare in diverse ed interessanti tradizioni che svelano il nostro arcaico patrimonio culturale.

Gli antichi egizi celebravano in questo giorno Nieth di Sais, dea guerriera raffigurata con arco e frecce, protettrice della caccia ma anche della morte, in seguito assimilata da Greci e Romani ed incarnata nella figura della dea Diana, Artemide e Atena. Figure che rivelavano la Saggezza, la guerrier e la femminilità lunare.

Sempre l’8 dicembre, in Grecia avevano luogo i festeggiamenti in onore della dea Dike (o Astrea), figlia di Zeus e Tami, conosciuta come una delle tre Ore (Eunomie, Dike e Eirenie) vergine protettrice della giustizia, dei tribunali ed inflessibile punitrice dei delitti; mentre al tempo dei nostri predecessori romani, l’8 dicembre cadeva un’importante festività che celebrava l’anniversario della nascita del tempio di Tiberinus (o Fater Tiberinus) sull’isola Tiberina.

La leggenda racconta che Tiberio, figlio di Giano e Giuturna, descritto da Virgilio come un vecchio dio canuto e dal capo ornato di corna, cadde per impudenza nel Tevere ove malauguratamente annegò donando il suo nome al fiume.

Il suo spirito si trasferì nelle acque stesse, ove riversò la sua rabbia e violenza rendendone il corso tortuoso ed impetuoso, insofferente a qualsiasi legame e costrizione.

Ecco dunque che i Tiberinalia fungevano da cerimonie per la purificazione e benedizione delle acque e delle sorgenti, nella speranza di mantenere pacifico il rapporto con lo spirito che le abitava.

Una tradizione millenaria giunta fino ai giorni nostri dall’età pre-romantica sembra essere la Notte dei Faugni (dai rituali pagani ) che si svolge ogni anno all’alba dell’8 dicembre e vede la città di Atri (Provincia di Teramo) coinvolta nell’accensione di falò ed alti fasci di canne che vengono poi portati in processione per le vie della città in una sorta di rito propiziatorio atto a purificare (attraverso il fuoco accompagnato da canti, musica e “chiasso”) il paese ed ogni suo abitante.

Fonte Web

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C'è polvere ed è sporca, ma nella soffitta trovi ricordi e melodie di un tempo perduto. Entrate e rimanete, entrate e saggiate il mistero del tempo, antico come le rime di un incantesimo, antico come il sapore di cannella. Siamo figlie della Dea Antica, ne pratichiamo il culto, e diffondiamo il suo verbo. )O( Siate Benedetti.

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