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**31 Luglio** L’ultima mietitura del Grano di Lammas

La Festa di Lammas

Per le Antiche genti la mietitura del grano era una feste che decideva le sorti dell’intera comunità. Il grano e i cerali avevo un importantissimo ruolo per i popoli dell’epoca, veniva chiamato “l’oro giallo”, era il cibo di coloro che avevano poche risorse.
Lughnassad (pronuncia Luunasa) deve il suo nome al Dio del fuoco e della luce Lugh, presente nelle mitologie nordiche, e significa la “commemorazione di Lugh”, ma l’origine mitologica della festa viene fatta risalire alla madre di Lugh, Tailitiu, la quale nel tentativo di preparare per le messi la terra d’Irlanda morì, fu il Dio della luce a imporre agli Irlandesi l’istituzione di una festa in onore suo e di sua madre istituendo giochi funerari in ricordo della madre.

Lammas, o Lughnassad, è una festa nata per aggregare; in questi giorni, infatti, le comunità si riunivano per ringraziare per l’abbondanza del raccolto o per chiedere agli Dei un raccolto migliore per l’anno successivo con la speranza di sopravvivere all’inverno.
Una delle più conosciute pratiche, in alcuni luoghi ancora oggi praticata, era quella di raccogliere l’ultimo covone mietuto e di farci una bambola che rappresentasse la Dea della terra e del grano, questa bambola veniva poi tenuta fino all’anno successivo per propiziare un raccolto migliore per l’avvenire e poi in alcune culture veniva bruciata.

Come è stato detto Lughnassad non è soltanto una festività legata al grano, ma anche alla morte e alla rinascita, anticamente questa festa era un passaggio in cui il Dio, o la Dea, del Grano morivano per rinascere come farina e pane indispensabile per la sopravvivenza dell’uomo. Anche in questa festa dunque si ripresenta la dicotomia fertilità – morte/rinascita, presente in quasi tutte le feste del mondo antico, nascita, morte, rinascita.
In Italia, a Nemi vicino a Roma, in questo periodo il Re sacro doveva compiere il rito di matrimonio con la Dea della Terra, generalmente il Re cambiava annualmente poiché veniva ucciso da un’altra persone che prendeva il suo posto, anche in questo caso la morte e il sacrificio produceva la rinascita e la fertilità, il Re sacro moriva e rinasceva per risposarsi con la Dea.

Molte sono le tradizioni legate a questi giorni, in molti luoghi si svolgevano giochi di forza e prove in onore di Divinità, e in antichità i vincitori di queste prove divenivano i Re della comunità, in altre zone il fuoco faceva da padrone alle feste enormi falò venivano accesi in onore di questa o quella Divinità agreste.
Questa festa è inevitabilmente legata alle sue precedenti, dopo l’introspezione del Solstizio d’Estate è arrivato il momento di tirare le prime somme dell’anno trascorso e raccogliere i primi frutti che sono stati piantati e coltivati in noi. Essendo una festa Solare dove possibile sarebbe bene festeggiarla in pieno giorno alla presenza della Luce e del Sole, dove questo non è attuabile accendere fuochi e candele in modo che la luce sia sovrana anche sulla notte.

La soffitta delle streghe

Fonti: Feste Pagane- Roberto Fattore.
Il vischio e la quercia- Riccardo Taraglio
Sciamanesimo Celtico John Matthews
Wicca- Scott Cunningham

About La Soffitta delle Streghe

C'è polvere ed è sporca, ma nella soffitta trovi ricordi e melodie di un tempo perduto. Entrate e rimanete, entrate e saggiate il mistero del tempo, antico come le rime di un incantesimo, antico come il sapore di cannella. Siamo figlie della Dea Antica, ne pratichiamo il culto, e diffondiamo il suo verbo. )O( Siate Benedetti.

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