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**21Agosto**Luna Nuova: La Favola dei Fiori rossi della Luna.

“Siediti sulle mie gambe” disse con lo sguardo sereno mia nonna.
Sembrava beata, fantastica e magica quella sera.
“Vieni, voglio raccontarti una storia” le sue parole erano profonde, nel suo viso le rughe del tempo brillavano di un colore rosa, luccicante. Fuori l’aria era cosparsa di stelle, piccoli punti luminosi nel cielo. L’erba rilasciava il suo profumo d’estate, e nel vento leggero le belle di notte cantavano inni soavi ed eleganti.

Mi sedetti sulle sue gambe… e la sua Magia incominciò..

“ Molto tempo fa, in un luogo di cui nessuno ha memoria incomincia questa nostra storia. Era una notte strana quella, il vento ululava tra le creste delle montagne, cantava e s’infuriava sbattendo con vigore tra le fronde degli alberi che cominciavano ad essere spogli.

Una figura ammantata, sferzava con forza le raffiche di vento, con abilità scansava le folate che sembravano volessero innalzarla al cielo e farla volare via.

La figura con passi svelti si immerse nell’oscurità di un bosco. Arrivò ad una radura, dove regnava la pace. Anche il piccolo ruscello d’acqua sembrava non essere colpito dal vento. L’atmosfera magica era quasi surreale. Al centro di questa radura vi era un piccolo altare di pietra ed accanto a questi c’erano delle piante rampicanti ancora in boccio da fiore. Verdi scintillanti sembravano avere un aura magica e misteriosa.

La mano scivolava lungo il vestito, un falcetto d’argento tagliò i fiori che ancora dovevano sbocciare.

La figura corse via nel vento. Sparendo così nell’oscurità di quella notte.

La figura arrivò difronte ad un piccola costruzione dismessa.
Altre ombre giocavano con la le luci delle fiamme che si vedevano da dentro le finestre. Entrò con spavalderia e mostrò alla donna difronte al camino i fiori che aveva colto.

Uno sguardo di terrore si dipinse sul volto della donna. Pallida, corrugata, arrabbiata, prese i fiori e li gettò per terra.

“Tu sei pazza, hai colto i fiori della Luna” disse quasi sussurrando per paura che qualcuno potesse sentirla.

“Quesi fiori non vanno toccati, non vanno raccolti, a meno che non venga concesso il dono dalla Luna”.

La piccola ragazza intimorita da quelle parole, raccolse i fiori da terra e scomparve nella notte prima che la figura più anziana potesse fermarla.

Corse via, per giorni interi. Passarono tre notti e tre giorni.

Corse via nel vento che soffiava, corse via e senza rendersene conto si ritrovò nel luogo dove aveva raccolto i fiori.

Sembrava un giorno diverso. Una notte diversa.

La calma era la padrona indiscussa di quell’attimo.

Di fronte all’altare una donna era intenta a cogliere quelle piante. Che magnificenza, che eleganza, rossi, erano sbocciati dei bellissimi fiori Rossi.

Le due figure si guardarono. La prima intenta a cogliere i fiori rosso sangue sorrise alla seconda, che si senti raggelare il sangue.

“Sei venuta anche tu a raccogliere i fiori della Luna?” chiese con una voce spettrale come se fosse più morta che viva.

La giovinetta deglutì appena: “ Si-si- si” Balbettò mentre stringeva nella mano la pianta che aveva tagliato alcune sere fa.

Con sua sorpresa vide che gli stessi fiori che adornavano l’altare erano sbocciati anche nella sua mano. Rossi, eleganti, vividi, splendidi.

“ Sai” disse la seconda figura difronte all’altare, “ Non tutti tornano a chiedere scusa, non tutti tornano ad onorare questo piccolo tempio. Questi sono i fiori della Luna, hanno poterei magici, so che tu li hai colti per farne una tisana. So che il tuo gesto è fatto con il cuore.” un minuto di silenzio planò sulla scena.

“ Scusate” disse la ragazza mentre i fiori nella sua mano continuavano a sbocciare.

“Non c’è bisogno di scusarsi, ho solo una richiesta da fare, ogni volta che ci sarà la Luna Nuova, venite a danzare. Venite in questo luogo a danzare. Troverete altra anime, altre donne e altri uomini che coglieranno questi fiori, insegnate loro il rispetto, insegnate loro la Magia, insegnate loro il rispetto di questo luogo.” Le parole tuonarono, un soffio di vento cosparse l’area e la figura svanì. La Giovinetta rimase con i suoi fiori in mano e cominciò a danzare… scesero lacrime che bagnarono i fiori rossi della Luna, e nel cielo apparve così un piccolo spicchio di Luna Nuova.”

Mia Nonna rimase in silenzio e io domandai: “ Era La dea Nonna?”
“Si amore mio, era lei, che ci dona fiori e magia. Vedi anche questa notte di Luna Nuova, tutto si muove nel suo grembo. La Dea è in ogni cosa e in ogni cosa è la Dea.”

“ Ma Nonna e I fiori Rossi erano Magici?”

“ Certo, tesoro mio, tutto quello che ci dona la Madre è pieno di Magia”

Sorrise appena, “ Ora vai a letto è tempo di dormire”.

Non me lo feci ripetere due volte, cosi svanì nella grande casa di Mia Nonna.


Ma qualcosa mi disse dentro di me, che dovevo rimanere ad osservare oltre le grandi tende di tessuto rosa.
Vidi mia nonna danzare, la vidi ballare, e mentre lei danzava, da un piccolo cespuglio sbocciarono tanti fiori rossi della Luna.

Sia Benedetti e Benedette sempre.

Sempre vostra La Soffitta delle Streghe

About La Soffitta delle Streghe

C'è polvere ed è sporca, ma nella soffitta trovi ricordi e melodie di un tempo perduto. Entrate e rimanete, entrate e saggiate il mistero del tempo, antico come le rime di un incantesimo, antico come il sapore di cannella. Siamo figlie della Dea Antica, ne pratichiamo il culto, e diffondiamo il suo verbo. )O( Siate Benedetti.

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