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•13Maggio: Nel Nome della Madre noi Celebriamo la Spirale della Vita.

“Attraverso le zolle di terra ascolto la musica dell’anima.
Si spengono tutte le luci dentro le pareti di questo grembo.
Sento il liquido amniotico che entra dentro le radici del mio cuore.
Sento la Terra che si sposta cercando di far passare L’estate attraverso un amore immenso e di bellezza eterna.
Gravidanza del cosmo e del mio senso che oggi si appresta a ripercorrere il passato, intrecciando come le radici il ricordo perduto nel tempo. ”

La Festa della Mamma.
E’ una ricorrenza diffusa il tutto il mondo, viene festeggiata la seconda domenica di Maggio: Giornata attraverso la quale si celebra l’amore disinteressato, la pazienza, l’amore eterno e l’abbraccio che contraddistingue ogni madre del mondo; questa Festa affonda le sue radici nelle culture dei popoli politesitici, pagani, celtici, greci e romani.
Culto antico, quello della Grande Madre, che porta vita, nutrimento e sostentamento all’intermo cosmo, nel ciclo ininterrotto e perpetuo della sua gravidanza.
Veniva celebrata dopo l’avvento delle nozze sacre, unione cosmica del principio maschile con quello femminile, la maternità, l’amore che una madre dona al figlio.
Dopo aver celebrato l’atto sessuale, veniva celebrato l’amore come ciclo eterno, per non dimenticare mai che tutti gli esseri nascono dalla Made e tornano alla Madre.
Per gli antichi Greci era la Grande Dea Rea, madre di tutti gli Dei.
Rea, nella mitologia greca, è una titanide, figlia di Urano e di Gea, sorella e moglie di Crono e madre di Ade, Demetra, Era, Estia, Poseidone e Zeus.
Rea, detta “grande madre”, o madre degli dei. Personificazione delle forze della natura, dea della terra e degli animali, veniva rappresentata accompagnata da sacerdoti (coribanti), da leoni e da altri animali selvaggi
Rea sposò suo fratello Crono che, per evitare di perdere il potere così come era capitato a suo padre Urano (spodestato da Crono stesso), prese a divorare i figli via via che Rea li partoriva. Inizialmente divorò Estia quindi Demetra, Era, Ade e Poseidone.
Rea era furiosa. Mise al mondo Zeus, il suo terzo figlio maschio, sul Monte Liceo, in Arcadia (o secondo altre versioni a Creta, dove era fuggita precedentemente) e dopo aver tuffato Zeus nel fiume Neda lo affidò alla madre Terra (Gaia).
A Crono invece era stata recapitata una pietra avvolta in fasce al posto di suo figlio Zeus perchè divorasse quella al posto del neonato.
A Roma era festeggiata invece Cibele.
Cibele, la potente divinità anatolica che ha originato l’intero universo senza bisogno d’intervento maschile, la madre di tutti gli Dei e, al tempo stesso, vergine inviolata era la tipica dea della montagna, con marcate caratteristiche oracolari e misteriche.
Il nome Cibele è un soprannome (frigio, Kubile) derivato da una sua sede di culto. Altri epiteti cultuali di Cibele erano: Berecinzia, dal nome di una regione frigia, Dindimene, dal monte Dindimo, e Madre o Grande Madre. La dea non aveva bisogno di un nome personale perché era “la dea” per eccellenza, una specie di essere supremo femminile, una dea sovrana, una Terra-Madre.
Suoi subordinati erano un dio-Cielo (detto talvolta Papas, Padre), un mitico essere semidivino, Attis, e una schiera di spiriti-demoni (Coribanti).
Cibele era la dea che si voleva caduta dal cielo sotto forma di un oggetto (una pietra) di color nero; e da questa provenienza extraterrestre e dal forte legame con l’elemento terra sarebbe in seguito scaturita la richiesta ai fedeli d’incidere la pietra con fregi e solchi, così come quella d’innalzare imponenti santuari in luoghi spesso inaccessibili.
La dea frigia Cibele si innamorò di Attis, fanciullo meravigliosa bellezza; la dea lo assisteva nella caccia, assicurandogli prede abbondanti. Alle nozze di Attis con la figlia del re Mida, Cibele fece la sua apparizione suscitando la follia in tutti gli invitati alla festa; Attis stesso si evirò sotto un albero di pino. La Dea addolorata, trasformò il corpo di Attis in pino e istituì in suo onore una festa funebre da celebrare ogni anno durante l’equinozio di primavera.
Il passaggio del tempo e dei secoli, tuttavia, ha svuotato tale festività di quel particolare tono religioso che la contraddistingueva inizialmente, fino a farle abbracciare una sfera più spiccatamente civile. Le origini della Festa della Mamma così come la conosciamo oggi, infatti, vanno ricercate poco più di un secolo fa negli Stati Uniti: era il 1870, infatti, quando la pacifista Julia Ward Howe propose l’istituzione del Mother’s Day come occasione per riflettere sulla inutilità guerra col fine di favorire la pace del mondo.
Tuttavia, prima dell’istituzione ufficiale di un giorno celebrativo bisogna aspettare ancora qualche decennio e la perseveranza di Anna Jarvis. Nel 1907, infatti, all’indomani della scomparsa della madre, Anna Jarvis spedì lettere a ministri e membri del congresso al fine di proporre l’istituzione di una festività atta a festeggiare tutte le mamme del paese. Adottata già l’anno successivo a Philadelphia, città natale della Jarvis, è però nel 1914 che il presidente Wilson calendarizzò la Festa della Mamma come celebrazione ufficiale da festeggiarsi la seconda domenica di Maggio.
A tutt’oggi, nel mondo, la festa della mamma si celebra in giorni dell’anno differenti. Se in America, Italia, Belgio, Germania, Giappone e in altri 34 Stati i festeggiamenti cadono la seconda domenica di maggio, in altri Paesi le date cambiano andando dal 14 ottobre della Bielorussia al 22 dicembre dell’Indonesia, al 12 agosto della Thailandia con rituali e usanze spesso molto diverse.
In Italia, tradizione vuole, che tutte le mamme siano omaggiate con coloratissimi fiori. Ma amore è, prima di tutto, creatività, per questo i più intraprendenti possono sempre dar sfogo alla fantasia uscendo un po’ dai classici schemi floreali, scegliendo o confezionando omaggi un po’ diversi dal solito.

Possiate sempre essere Benedetti dalla Grande Madre in perfetto amore e piena fiducia nel calore della vostra famiglia in questa occasione per celebrare la Madre nostra e di tutto.

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C'è polvere ed è sporca, ma nella soffitta trovi ricordi e melodie di un tempo perduto. Entrate e rimanete, entrate e saggiate il mistero del tempo, antico come le rime di un incantesimo, antico come il sapore di cannella. Siamo figlie della Dea Antica, ne pratichiamo il culto, e diffondiamo il suo verbo. )O( Siate Benedetti.

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