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••8Dicembre•• Il Miracolo dell’immacolata Concezione della Grande Vergine Madre.

Vergine in spirito.
Senza Peccato, vergine in spirito, immacolata.
Non toccata da nessun aratro, vergine nel campo, dove nessun seme è stato piantato.

Otto Dicembre, Immacolata concezione, immacolata essenza che viene da dentro.
La Grande Madre incarna, Maria, benedetta dal Divino, benedetta nel suo latte, benedetta nell’acqua che dona la vita. La Luce liquida scivola, scava tra le pareti umide della grande Vagina cosmica, è un battito. E’ un compleanno. E’ il concepimento. Sacralità e perfezione si uniscono come la trama di un filo, una treccia che viene abilmente legata, stretta, posizionata al lato del collo.

Immacolata, senza Luce, senza i suoi pieni, senza la speranza di una carezza. Immacolata, morta, fredda e priva di ogni senso. Ma il “senso” trova luoghi e labirinti da solo, nel suo modo di espandersi come la Luce, come un Calore.
Nel grembo vuoto, qualcosa viene e riempie, colma, un calore, una luce, una metafora che scivola nelle pareti del divino e il grande mistero appare.

Si riempiono i vasi, e come nell’Antico Egitto, il Nilo esplode ed esonda con la sua forza. La fecondazione del divino, dello scettro di Iside( vd. Mito di Iside e Osiride) ha il suo compimento.

Immacolata dalla luce, senza essere mai toccata, innocente da ogni pensiero, candida come la neve che si posa senza fare rumore. Un seme che viene piantato nell’oscurità e si disseta di acqua, di pensieri e di una melodia. Radici, semi e flussi si fanno spazio in questo giorno dove tutto inizia. Non festeggiamo il potere della luce in se( Mithra, Horus, Gesù,ect) ma celebriamo il potere Femminile della fecondazione, dell’amore e del luogo dove la Luce appare.Celebriamo il corpo che è divenuto Benedetto nel tempo, dalla Luce stessa. E’ stato scelto ieri e ancora oggi viene portato in grembo, a lei che è Benedetta tra le donne, tra le sorelle, tra le amanti, tra le vergini.

Siamo tutte sante, siamo tutte donne, siamo tutte streghe, li dentro di noi alberga la luce, la vita, la concezione immacolata dell’esistenza che ci conduce nel nostro bosco.
Siamo tutte chiamate dalla Dea, che si veste e si sveste, come una Madonna, come colei che porta la Luce e che toglie la Luce, come Maria, come Lucia, come Maddalena che portano i sacri sigilli, che inaugurano nel loro nome la vita. Vita che diviene sempre fertile, sempre unica e immacolata.

Il divino scava attraverso le pareti umide del cosmo, lì come il grande serpente che si morde la coda, l’universo sceglie il grembo, diventando la luce eletta tra le altre figure, tra le altre donne, tra le altre madri. Dietro la celebrazione dell’8 dicembre c’è una storia antica: contrariamente a quanto molti erroneamente credono, l’Immacolata Concezione non riguarda il concepimento verginale di Gesù da parte di Maria, bensì la concezione della Beata Vergine Maria nel grembo di Sant’Anna.

Madre come essenza divina, madre come utero che contiene la magia della vita, l’essenza primaria che è scintilla del divino.

Noi oggi siamo chiamate a diventare tutte portatrici della Luce, dell’essenza e della Magia. Noi portiamo dentro la Luce che può illuminare e salvare il mondo.

Illuminare significa farsi presenza, diventare primavera di qualcuno.
Il seme che abbiamo piantato prima o poi germoglierà e qualcuno dovrà prendersene cura. Sta a noi questo compito, che dobbiamo vivere con piacere, senza obblighi, senza schemi, senza troppe pretese.

La via che abbiamo scelto è quella dell’amore, indipendentemente dal culto, dalla verginità, dal credo, dell’importanza e da come decidiamo di fare luce. Anche i fuochi d’artificio esplodono nel grembo del cielo.. illuminando la notte.
Oggi La Luce sceglie il suo tempio aprendo le porte al divino.

Oggi scelgo di celebrare il mio corpo, sacro, illuminato, sacro tra tutte le donne. Celebro me stessa come luce che nasce, come immacolata concezione del divino che nasce e cresce dentro di me. Celebro Voi, Celebro Me, Celebro Lei.

La Luce parte da qui.

Da me.

Con affetto la Vostra “ Immacolata” Soffitta delle Streghe

About La Soffitta delle Streghe

C'è polvere ed è sporca, ma nella soffitta trovi ricordi e melodie di un tempo perduto. Entrate e rimanete, entrate e saggiate il mistero del tempo, antico come le rime di un incantesimo, antico come il sapore di cannella. Siamo figlie della Dea Antica, ne pratichiamo il culto, e diffondiamo il suo verbo. )O( Siate Benedetti.

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