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••6 Gennaio 18•• La Fiaba dei Re Magi e della Nascita di Ephifaneia••

Nessuno conosce questa storia, forse è stata dimenticata, forse non è mai stata raccontata. Forse è rimasta sepolta solo nei racconti popolari. Forse la mia storia è solo una leggenda. Ma si dice che nelle leggende ci sia sempre un fondo di verità!

Io sono una Regina.

Sono una donna, una strega, sono una gitana, una anima errante che andava su e giù per il deserto.
Non ho ricordo della mia vita Precedente, non ho ricordo dei mie castelli o dei mie reami. Partì in una notte di Luna Piena. Partì alla ricerca di qualcosa.

Partì insieme a tre uomini, uno dalla pelle scura, uno piuttosto panciuto e un altro magro e alto. Partì insieme a queste tre figure attraverso il deserto.

Melchiorre, Baldassarre e Gaspare erano tre alchimisti, nei giorni del nostro lungo viaggio appresi e conobbi l’arte delle stelle, imparai dai loro racconti che il mondo è grande, esistono posti esotici, giungle sconfinate e anche mondi sotto i vulcani.

Nonostante il deserto sia stato poco ospitale nei miei confronti, la Luna che brillava in cielo mi rassicurava.
Ogni notte pregavo di far accendere la Luce dentro di me, di trovare la strada che avevo perduto.

Non chiedetemi il perchè di questo viaggio.
Non saprei rispondervi.

Ho solo un ricordo ben distinto, molto nitido anche se il vento e la sabbia hanno provato a cancellarlo e consumarlo.
I tre uomini avevano dei doni, dovevano compiere una missione, dirigersi al grande fiume, in una grotta nasceva un’anima risvegliata. Uno portava la Mirra, l’altro l’oro e i suoi gioielli e il terzo portava resine e incensi.

Io portavo la Luce. Dentro di me custodivo il segreto della Vita.
I tre uomini nel tredicesimo giorno del cammino si staccarono da questa carovana, seguirono una stella, una luce nel cielo.

Decisi di seguire il cuore e la Luna che era stata compagna e amica in queste lunghe notti.
MI giunsero delle voci portate dal vento: Melchiorre donò l’oro del mondo all’anima salvata, la saggezza e la conoscenza.
Gaspare fumigò di profumi e d’incensi la grotta, così da ergere l’anima al divino del cosmo. Infine l’ultimo Magio donò la Mirra, la visione del passato e del futuro si mescolavano tra i fumi e la memoria appariva chiara.

Ero lontana da questi racconti, ero lontana da queste memorie.
MI fermai al limitar delle Piramidi, erano maestose, ero quasi giunta a casa, quando mi sentii strana, persi i sensi e caddi giù.

Mi risvegliai dopo molto tempo e una voce mi sussurrò:

“Maestà, guardate è viva” queste parole mi fecero sentire il pianto di un neonato, era piccolo, luccicava di una sua Luce, era la promessa eterna che io avevo concepito.
La Luce era nata nelle grotte del deserto.
La Stella che brillava ora era meno chiara.

La Luna aveva cominciato la sua discesa e io avevo dato alla Luce la mia piccola Ephifaneia.

Questa è solo una fiaba, una storia che solo chi attraversa il deserto può ascoltare.

Date ascolto alle voci che corrono lungo i percorsi della Sabbia.
Date ascolto alle voci che sono dentro di Voi.

Date ascolto alla Luce che nasce dentro tutte le vostre grotte.

Illuminatevi con la Luce del vostro divino.

Ps: Questa è una storia di Fantasia, un ricordo tra i petali del tempo, una storia che mi raccontava mia Nonna. Divulgatela come storia e non come verità assoluta!

La Soffitta delle Streghe

Ph_ Dante Gabriel Rossetti

About La Soffitta delle Streghe

C'è polvere ed è sporca, ma nella soffitta trovi ricordi e melodie di un tempo perduto. Entrate e rimanete, entrate e saggiate il mistero del tempo, antico come le rime di un incantesimo, antico come il sapore di cannella. Siamo figlie della Dea Antica, ne pratichiamo il culto, e diffondiamo il suo verbo. )O( Siate Benedetti.

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