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•31 Ottobre•Samhain: La danza delle ossa e la morte che dona il fiore della vita.

C’era una volta Samhain,
C’è ancora, forse in maniera diversa, forse in maniera nuova, sempre al passo con i tempi. Sempre in continua trasformazione. Poiché parliamo di trasformazione, di morte e di rinascita la festa stessa si autoproclama ad essere portatrice del cambiamento tanto atteso e desiderato.

Quante morti ti porti dentro?
Qualche giorno fa un post della soffitta recitava così.
Quanti scheletri non hai liberato dall’armadio?

Continuava, sottolineando con perfetta armonia e spiritualità la concezione della morte, della liberazione e della rinascita.

Ma Samhain non è solo rinascita, non è solo elaborazione della morte, che in questi ultimi anni, decenni, ci hanno catalogato come fine, come cessazione dell’esistenza, come un punto che metti alla fine di una frase. Stop, finito, concluso, reciso, non più vivo. Così banalmente nell’era moderna la morte viene accantonata, resa effimera, resa finita, resa triste. La morte di Samhain non è la fine, è il principio che scalpita, è l’apertura di un mondo. E’ la concessione del divino e del sacro di riflettere le proprie energie nel nostro io.

Perchè ci fa cosi paura la morte?
Per il dolore?
Per il forte attaccamento che abbiamo alla vita?

Per l’estremo bisogno di fare, fare e fare?
Perché abbiamo paura della morte?
Perché ci fa cosi paura?

Perché non riusciamo a chiudere i cicli?
Nonostante tutto noi moriamo in senso metaforico ogni giorno, ogni attimo, ogni minuto che scandisce l’orologio, muore, non torna più, non esiste, viene cancellato e messo nella scatola dei ricordi. Perchè non riusciamo ad accettare la morte come amica e non come nemica? Sicuramente ci porta via gli affetti, ci porta via molte cose, ma forse dovremmo conoscere il significato spirituale, recondito delle cose. La Morte viene per un processo di fine che genera al suo interno un’inizio. Tutto scaturisce da un singolo attimo.
Poniamo che un giorno il Sole muoia, si spenga, esploda, generi orrore e Luce.
Eppure da questa morte, da questa completa distruzione, nascerebbe la vita?

Forse si, forse no. Ma quello che sfugge è il concetto che dalla morte interiore, dalla cessione della vita, può nascere altro, può nascere una nuova realtà. Una nuova stella, una nuova luce, una nuova scintilla.

C’era una volta e sempre ci sarà Samhain, con la sua morte, con le sue zucche intagliate. Ci sarà sempre un tempo in cui verremmo chiamati a camminare nel bosco, nel nostro io, nelle nostre segrete stanze. Perderemo qualcosa, e una volta nell’oscurità del tutto, troveremo il modo di emergere nella luce, trovando le risposte a tutti i nostri perchè.

Nel perderci, incontreremo varie figure, dapprima la Grande Dea, vestita di morte, di teschi, di scheletri che ballano con lei. Lei balla sulle ossa, le polverizza e la spande nel cosmo, nell’universo, come polvere di stelle. Lei ci insegnerà a brillare, ad emergere tra luce e oscurità, perchè il vero potere di ogni donna, di ogni uomo è l’equilibrio tra luce e Ombre. L’ombra non è altro che proiezione della Luce. Tutto sta nel tutto, e come dice Ermete Trismegisto: “Come sopra, così sotto”. Ecco che inizia il nostro viaggio alla scoperta della morte. L’oscurità ci avvolge. Entra dentro come un fiume in piena, esplora i nostri lati, entra in ogni cavità del nostro corpo e nostro io.

La Dea, che noi vediamo come Hekate, ci apre la via al nostro personale e unico viaggio nel paese delle meraviglie. Lei ci indica un sentiero fatto di Ossa, di morte, di cose che dobbiamo lasciare e mano mano che l’oscurità ci uccide, nel vero senso della parola, a poco a poco rinasciamo. Moriamo per rinascere, tra ricordi, tra antiche forme e nuove metafore luccicanti.

Samhain è la festa del passaggio, la fine dove noi come streghe ci apriamo al cosmo.

Moriamo come il sole. Esplodiamo ed esploriamo il nostro bosco.

In ogni bosco oscuro, in ogni labirinto, in ogni paese delle meraviglie, viene custodita la magia, la scintilla del divino, del sacro. Li troveremo la Luce che illuminerà i segreti della conoscenza. Mentre la vita lascia il cuore, altra vita batte e pulsa di nuovo aprendoci a nuovi visioni e possibilità.

La Dea  sa che in ogni fibra, in ogni cuore, in ogni ossa è custodita la magia della vita, del ricordo e della memoria antica. In qualsiasi luogo vi troviate, non rifugiate la vostra ombra, non scappate dalla vostra morte, accettate di tagliare ciò che non vi serve più, morite e apritevi al sacro di nuovo, nella luce dell’infinito.

Samhain viene e torna per insegnarci la magia della morte, della conoscenza e della Rinascita.

Quante morti adesso riuscirai a liberare?

La Soffitta delle Streghe

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C'è polvere ed è sporca, ma nella soffitta trovi ricordi e melodie di un tempo perduto. Entrate e rimanete, entrate e saggiate il mistero del tempo, antico come le rime di un incantesimo, antico come il sapore di cannella. Siamo figlie della Dea Antica, ne pratichiamo il culto, e diffondiamo il suo verbo. )O( Siate Benedetti.

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2 thoughts on “•31 Ottobre•Samhain: La danza delle ossa e la morte che dona il fiore della vita.

  1. Michela ha detto:

    Grazie. Buona rinascita a tutti.

  2. Laura Fortini ha detto:

    Grazie, mia cara sconosciuta,
    per queste parole così finemente scritte e sentite, per queste semplici investigazioni di un mistero così antico e tuttavia presente.
    Continuerò a leggerti con profondo interesse.

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