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••28 Luglio: Luna Piena: La Strega, l’Alchimista e il Deserto.

Correva nel deserto. La Carovana nera si stagliava nel nero della Notte.Solo La Luna disegnava tra le dune la magia di quell’attimo.Due figure ammantate in mezzo a gente che dormiva danzavano e confondevano le loro parole nel vento.O meglio dire, una parlava, e l’altra ascoltava.

Come sono arrivata fino qui?
Ho percorso strade, montagne, feste e balli.
Sono stata inseguita, trascinata, perseguitata. Sono morta e poi rinata. Sono stupenda, non trovi?Di me sono state dette molte cose.
Nel bene e nel male.
Nel male, mi domando che valore abbia questa parola.
Nel bene, mi chiedo che attribuzione tu abbia dato a questa parola.
Dondola con me, in questa Luna, Rossa, di Sangue, con Eclissi in pieno petto, come una freccia al cuore.
Gioco.
Dondola.
Dondola ancora.
Sfracellati per terra.
Rompi i tuoi schemi, la maschera che indossi, come se fossimo al ballo di Venezia, ma non è un carnevale questo mio santuario. Questa mia grotta è riparo, rifugio, per tutte le anime perse, perseguitate, bruciate dai roghi antichi e, da quelli moderni. Anime stanche, amene, ingiuriate, giustiziate. Crollate da molte macerie, morte e sepolte, qui trovano casa, qui trovano vita, qui non trovano maschere. Qui è tutto vero.

Trovo che questa Luna sia eccitante.
Non trovi?
Eccitante. Senza dubbio piena di bocche piene di orgasmi, di amplessi che danzano sotto questa Luce. Guarda come è rossa. Piena del sangue che viene versato ogni giorno su questa terra.
Il deserto cambia ogni notte. Nel vento, nel ventre, nel senso delle cose.
Sai, che tutti siamo destinati a morire?
Ma pochi sanno che la più grande dannazione è rinascere.
Rinascere ogni volta, come la Fenice, si lei, rossa come il fuoco, lei che cavalca la mia mente.

Allegorico.
Energico.
Potente.
Santa, mi hanno detto.

Santa, mi hanno chiamato, come se fossi una madonna dalle lunghe spire, non ho pestato nessun serpente, l’ho solo fatto entrare. Dove?
Me lo stai domandando davvero?
Davvero mi chiedi dove il serpente è strisciato?
Il tuo sguardo parla, lo sento addosso, quante domande, quante poche parole mio caro amico, in questa notte folle.

Una carovana, che vaga ogni notte.
Ogni volta.
Ogni Luna Piena.
Diversa.
Si questa lo è molto in vero.
E’ diversa perché rompe le maschere, perché ricorda a tutte e tutti noi che siamo mortali, che siamo spirito, cenere, sabbia che cambia sotto la luna. Vedi lei è li ogni notte, lei si cura delle rose e dei principi del deserto, lei si cura di tutto, ma lei rimane li eterna, tra le sue spire, tra le sue brame, tra i suoi gioielli che lascia nel vento.


Rimane nuda.
Pallida.
Nuda e guarda.
Senza veli.
Senza maschere.
Incessante la sua tenerezza ci abbraccia e ricorda a tutte e tutti noi che dobbiamo morire.
Morire e rinascere.
Lei cerca qualcuno, ogni notte, ogni volta, in ogni sua pienezza.
Come lo cerco io… Alchimista state ascoltando le parole di una povera Pazza?”

L’uomo che aveva sentito ogni parola, sorrise e disse:

“ Voi non siete pazza.
Voi siete la Luna, regina vestita.
Cambiate come cambia il vento e vi ammiro. In tanti secoli nessuno aveva parlato cosi.

Sapete perchè questa è diversa?
Perchè io ho conosciuto Voi, voi me, e altri si stanno conoscendo, altre anime si stanno toccando. Altre stanno parlando alla Luna come avete fatto voi.

Parlate di Rose e di principi, ma voi avete mai trovato il vostro principe?
Avete mai vissuto il vostro potere appieno?
Avete mai sentito il potere selvaggio del tuono? del lampo?
Avete mai squarciato il cielo con un dito?”

L’uomo si avvicinò alla pelle pallida della donna, saggezza e amore si mescolano, tra luna e stelle.
L’uomo poggiò le labbra sulla fronte di lei.
E la donna bellissima cominciò a piangere.
Mentre accadeva tutto questo in lontananza tuoni e fulmini illuminavano la Notte.
La Pioggia faceva il suo ingresso nel deserto, tra i cuori e abbeverava le rose di un misterioso giardino segreto.

La Luna si colorò di rosso.
Nuda si vestì di nuvole e petali.
Nuda si sposò con il suo eterno e mistico sentimento.

“ Da una pergamena ritrovata alle pendici delle Piramidi d’Egitto, non vi erano firme o altro solo una sigla che riportava la richiesta di spedire le parole attraverso una bottiglia in mare.

Ho fatto cosi”, disse mia nonna sorridendo.
Mi diede un bacio sulla fronte e mi augurò buona Luna Piena.
Mi addormentai quella sera. Sognando la principessa della Luna e il Suo alchimista.

Nb: Questo favola è scritta da me, in parte è vera in altre un pò fantasiosa. Si prega di condividere con amore e rispetto.

Sempre vostra la Soffitta delle Streghe 

About La Soffitta delle Streghe

C'è polvere ed è sporca, ma nella soffitta trovi ricordi e melodie di un tempo perduto. Entrate e rimanete, entrate e saggiate il mistero del tempo, antico come le rime di un incantesimo, antico come il sapore di cannella. Siamo figlie della Dea Antica, ne pratichiamo il culto, e diffondiamo il suo verbo. )O( Siate Benedetti.

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